Stato ambientale della Laguna di Venezia ed elementi per la pianificazione sostenibile delle attività portuali

 

 

In seguito ad una richiesta formale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del febbraio 2015, nella quale si chiedeva all’allora Autorità Portuale di Venezia (APV) di costituire “un gruppo di lavoro multidisciplinare che coinvolga innanzitutto li Istituti di Ricerca e le Università cittadine”, ritenendo che “sia necessario condividere il patrimonio di conoscenza, in termini di dati e studi eseguiti negli anni, sulla Laguna di Venezia da parte degli Istituti di Ricerca”, l’Autorità Portuale ha dato indicazione del proprio interesse a svolgere anche specifici approfondimenti, che sono poi stati dettagliati in una convenzione di ricerca sottoscritta con CORILA.

Da analisi condotte preliminarmente in accordo con APV, è apparso necessario avviare nuove attività conoscitive specifiche sulle aree della laguna interessate dai possibili interventi, al fine di avere un quadro  completo e più dettagliato. Ciò è motivato primariamente dalla rilevanza oggettiva per l’ambiente, nonché percettiva della pubblica opinione, di nuovi scavi lagunari, pur interessanti direttamente aree di non grande pregio ambientale. Devono infatti essere determinate, con la minore incertezza possibile, le conseguenze di un’alterazione dell’equilibrio esistente, che per alcuni fattori è già ritenuto poco soddisfacente dal punto di vista ecologico, e possibilmente traguardare come risultato complessivo degli interventi previsti una situazione ritenuta migliore, adottando un approccio di valutazione ecosistemica.

Pertanto, è stato costituito da CORILA un ampio panel ad hoc di esperti provenienti da diversi Istituti scientifici e soprattutto da diversi settori disciplinari, capace di considerare in maniera ampia e dettagliata il complesso sistema lagunare. Ai soci di CORILA si aggiungono delle competenze di altre Università nazionali (Firenze e Ferrara), che partecipano a tale gruppo coordinato da CORILA, anche se dal punto di vista amministrativo hanno concluso degli accordi separati con APV.

Le attività descritte nei report finali messi a disposizione in questa pagina, rientrano nell’ottica di promuovere una maggiore conoscenza scientifica della laguna di Venezia per elaborare strategie condivise nella pianificazione lagunare.

Tali straregie si devono basare sulla conoscenza dettagliata dei processi ambientali e le attività di ricerca scientifica applicata si propongono di dare un supporto alle specifiche competenze dell'Autorità Portuale, integrando diversi strumenti sviluppati in aree disciplinari complementari.

La sfida consiste nel comporre un quadro conoscitivo e strategico aggiornato, coerente e condiviso che possa essere utilizzabile nelle scelte odierne e possa fungere da supporto alla programmazione portuale dei prossimi anni.

 

Area oggetto d’indagine.

L'area oggetto dell'indagine è la laguna di Venezia, con particolare attenzione alla laguna centrale compresa tra le bocche di porto di Malamocco e del Lido

Principi guida condivisi per le indagini svolte:

1. Approccio eco-sistemico: una visione olistica che riconosce la comunità umana parte integrante degli ecosistemi e dei meccanismi che li regolano e non come "fattore di disturbo" dell'equilibrio naturale. Questa visione considera la comunità umana come "soggetto" strategico in un ambiente ecotonale peculiare, aggiornando impropri criteri conservazionistici. Questo approccio, promosso dalle Convenzioni Internazionali, è oggi anche la base di molte indicazioni anche normative in materia ambientale da parte dell'Unione Europea.

2. Efficacia globale. Il gruppo di lavoro ha assunto come obiettivo strategico il mantenimento la funzionalità eco-morfologiche lagunari e degli habitat che ad esse corrispondono, anche a costo di accettare interventi che localmente e/o temporaneamente possono ridurre le "performance" di qualche parametro "biologico" o "naturalistico". Questo trade-off è, in realtà, presente in varie forme nella resilienza della Natura. Essa può, infatti, metabolizzare in certi intervalli temporali e con certe modalità anche pressioni intense senza pregiudicare la possibilità di riprendere i propri dinamismi. Evidentemente, ciò comporta la conoscenza ed il rispetto dei limiti di tale resilienza.

3. Superamento del vincolo "storico" basato sulla convinzione che la laguna possa essere solo "ricostruita", ovvero riportata ad uno stato passato ritenuto migliore del presente. Tale convinzione, ancorché suggestiva, è insieme sbagliata ed irrealizzabile. La caratteristica costitutiva della laguna (di tutte le lagune) è la loro mutevolezza, l’oscillazione fra due "destini": diventare baia marina o territorio di gronda in espansione.

 

Unità operative coinvolte e scheda delle attività

Unità operative coinvolte, facenti capo ad Enti soci di CORILA:

- ISMAR-CNR Istituto di Scienze Marine – Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con

o OGS Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale.

o CNR-INSEAN Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale.

- ISAC-CNR Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima - Consiglio Nazionale delle Ricerche.

- UNIVE - DAIS Università Ca' Foscari Venezia - Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica.

 

 

Rapporti finali

Executive Summary

Indagine idro-stratigrafica

Valutazione degli effetti del moto ondoso da natanti e analisi idro-ecologica

Stato delle comunità macrozoobentoniche

Realizzazione di simulazioni di modellistica meteo-dispersiva delle emissioni delle navi – METEOROLOGIA

Allegato Meteorologia

Realizzazione di simulazioni di modellistica meteo-dispersiva delle emissioni delle navi – DISPERSIONE

Allegato Dispersione

Presentazione dei risultati finali prodotti dal dipartimento DAIS. Prima parte

Presentazione dei risultati finali prodotti dal dipartimento DAIS. Seconda parte